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La Colombia oggi

La Colombia soffre purtroppo di una pessima fama a causa della brutale violenza che ha flagellato il paese per anni, soprattutto negli anni ’90. Nonostante la smobilitazione delle FARC nel 2017 e l’accodo di pace raggiunto nel 2016 la violenza non è diminuita, sia per gli attacchi dei dissidenti delle FARC e dell’ELN (con cui il governo ha interrotto le trattative), sia per l’aumento dei crimini connessi al narcotraffico.

Fino all’arrivo della pandemia, il turismo era in costante crescita con il 2019 che è stato un anno record per arrivi e per occupazione alberghiera. Il lockdown è stato particolarmente duro in Colombia e sette mesi di restrizioni rigide hanno lasciato davvero il segno. Molte attività (soprattutto nella ristorazione e nel turismo) hanno dovuto chiudere e tutt’oggi il turismo fa fatica a riprendersi. In aprile ci sono poi state manifestazioni anche violente (con morti e desparecidos) che non hanno di certo giovato all’immagine del Paese.

Ma nonostante ciò, viaggiare in Colombia è sicuro. E ve lo dice qualcuno che ha viaggiato in Colombia nel bel mezzo della terza ondata. Certo, c’è sempre da prestare attenzione ai propri effetti personali e evitare di dar papaya (detto popolare Colombiano, ovvero dare la possibilità ad eventuali malintenzionati di passare all’atto) ma questo, secondo me, vale anche per la stragrande maggioranza delle città europea. Ci sono ovviamente quartieri di Bogotà dove bisogna prestare particolare attenzione, soprattutto dopo un certo orario: il mio consiglio è di informarvi quando al meglio magari già prima di arrivare in loco e di chiedere ai locali, le loro raccomandazioni sono sempre le migliori.

Sono stato a Bogotà a inizio giugno del 2021 e devo dire che si respirava un’aria di tensione generale: la pandemia e le continue manifestazioni con i relativi blocchi stradali hanno esasperato gli animi ma malgrado tutto non mi sono mai sentito in pericolo. Ho semplicemente fatto attenzione a non esibire la mia macchina fotografica e ho evitato di sventolare il telefonino in luoghi “caldi”: basta fare attenzione e se non vi sentite a vostro agio in bus o a piedi allora non esitate a spostarvi in taxi. Se userete il buon senso e eviterete di dare la possibilità a potenziali malintenzionati di passare all’atto allora tutto andrà bene.

Come spostarsi

La geografia della Colombia non facilita gli spostamenti terrestri. Il Paese è infatti attraversato dalle Ande e, pur avendo una rete stradale di buon qualità, gli spostamenti tra le principali città richiedono molto tempo. Non c’è infatti una rete autostradale come la conosciamo in Europa e mettersi in viaggio in auto o in bus può diventare un’odissea.

Il mezzo di trasporto più popolare è infatti proprio il bus che è relativamente comodo e affidabile. Sappiate però che viaggiando con questo mezzo di trasporto vi troverete esposti ai mille imprevisti dovuti al traffico, incidenti, possibile lavori in corso e con conseguenti ritardi nella tabella di marcia. Prima di partire vi consiglio quindi di informarvi sempre sullo stato del percorso per evitare spiacevoli sorprese (lavori in corso, strade sbarrate per intemperie, ecc). Prima di partire da Medellin a Pereira mi sono informato per bene sulla tratta: mi è bastato dare un’occhiata su google per vedere che i tempi di percorrenza erano più lunghi di quanto annunciato dalla compagnia di trasporto. Chiedendo in giro ho poi scoperto che sulla tratta c’erano dei lavori in corso: in tempi normali ci vogliono circa sei ore per arrivare a destinazione ma ho scoperto che con i lavori i tempi si sarebbero dilatati di parecchio. Ho quindi deciso di anticipare la partenza alle 7 del mattino anziché partire verso le 10. E la scelta è risultata essere vincente perché invece di metterci “solo” sei ore per arrivare a destinazioni ci ne sono volute quasi dieci a causa del portarsi della chiusura della strada per lavori. Quindi prima di spostarvi, informatevi sempre per bene se non volete perdere tempo.

Le strade in Colombia sono relativamente buone ma ricordatevi che è in Paese montagnoso e che ci sono un sacco di curve: i conducenti dei bus non sono proprio i più delicati e hanno sempre una dannate fretta. Gli ho visti fare sorpassi folli (ero a bordo) e in certi momenti ho davvero avuto paura…a dipendenza della zona in cui viaggiate c’è effettivamente il rischio che il viaggio non sia proprio rilassante. E se il conducente si dovesse “comportare” bene le curve rischiano però di rendervi difficile dormire.

Malgrado tutto il bus resta però il mezzo più popolare, economico e relativamente comodo per spostarsi.

Il taxi è, ovviamente, un altro mezzo di trasporto molto comune negli agglomerati. Uber funziona nelle maggiori città del Paese ma è tutt’ora in corso una disputa con le autorità e c’è sempre il rischio che il servizio venga soppresso (è già successo in passato). Se volete muovervi in taxi vi consiglio di prenotarlo in albergo e ostello o di scaricare l’applicazione Didi che offre gli stessi standard di sicurezza offerti di Uber ma probabilmente è anche meno caro. Nelle grandi città come Bogotà i mezzi pubblici sono efficienti e il territorio è coperto egregiamente dalle varie linee di bus: Medellin vanta una linea di metro e dalle funivie.

In certe del Eje Cafetero troverete altri mezzi di trasposto come le chivas (bus popolari e ad essere sincere di solito conosciuti per essere piuttosto scomodi) e i leggendari Willies (jeep anni ’40 adibite al trasporto pubblico): sono mezzi di trasporto efficiente con i quali potrete spostarvi localmente a prezzi modici.

In conclusione direi quindi che secondo me sì, viaggiare in Colombia (anche sa soli) è perfettamente sicuro: come in ogni posto del mondo se non vi mettete in situazioni pericolose e se usate il buon senso, vi informate per bene sui possibili pericoli o zone da evitare del luogo allora andrà tutto bene. Basta non dar papaya.

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